giovedì 27 novembre 2008

Attacchi terroristici a Mumbai

Sembrava un incubo. La cupola viola dell’hotel Taj Mahal era in fiamme. Vi erano persone aggrappate alle finestre mentre i pompieri cercavano di tirarli fuori. Nell’atrio del vecchio VT sangue si mescolava con le valige sparse per il pavimento. I poliziotti sembravano impauriti, guardavano con rabbia alle telecamere che filmavano la loro impotenza. Persone piangevano.

Dopo 12 ore, l’incubo continua ancora. Le notizie si susseguono senza sosta. Forse sono nascosti in Cama hotel, hanno preso ostaggi in hotel Taj Mahal e in hotel Trident. Hanno sparato davanti al ristorante Leopold dove eravamo andati a fare colazione. Hanno ucciso Karkare, il capo della squadra anti terrorista della polizia.

Dicono che i terroristi sono arabi, nigeriani e somali, che chiedono di quelli con passaporti inglesi e americani. Ma il terrorista nella foto sembra un ragazzo indiano qualunque, in jeans e maglietta nera.

Sembra che la mia famiglia è salva. Juhi che lavora al Taj, aveva finito il turno ed era tornata a casa, Tuki è ancora a Delhi, Mukul sta bene, era in tutta un’altra parte della città.

Più di 100 morti, 300 feriti. Ragazzi con sangue che esce dalle ferite, si fanno fotografare davanti alle telecamere. L’orrore è diverso questa volta perché non vi sono bombe che esplodano, ma questa volta è una battaglia che puoi vedere dal vivo. Sembrano impazziti i reporter sulla TV indiana, gridano, parlano in continuazione. Orrore trasmesso live, siamo nell’era dell’informazione. Incubo live in casa tua, dentro il tuo cuore, non puoi più nasconderti da nessuna parte.

1 commento:

  1. This is unlike anything before. It's close to war. I hope it stops soon.

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Grazie per aver visitato Awaragi e per il tuo commento.

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