lunedì 31 ottobre 2011

La collina delle tigri

Mi è piaciuto il libro di Sarita Mandanna, "La collina delle tigri" (editrice Piemme, 2010, titolo originale Tiger Hills, traduzione di Stefano Bortolussi).

Mentre leggevo questo libro, più volte avevo pensato che il libro poteva avere un altro titolo - "Il volo degli aironi", perché in tutti i momenti cruciali del romanzo, vi sono gli aironi nelle vicinanze. Il libro è un susseguirsi di momenti drammatici e di coincidenze struggenti. Con il suo modo di raccontare la storia, il libro mi faceva pensare ad una foresta tropicale e le emozioni forti del mondo di Bollywood.

Tiger hills by Sarita Mandanna

A proposito degli aironi, la scena iniziale del libro dove Muthavva, la mamma della protagonista, sta in una risaia e intorno a lei arrivano gli aironi, mi aveva fatto pensare alla storia del guru Ramakrishna Paramhans e alla sua estasi mistica quando aveva visto una coppia di aironi contro le nuvole grigie in cielo. In diversi momenti del libro, avevo queste sensazioni, di pensare che quella parte della storia poteva essere ispirata da questo o da quello ...

Il libro racconta la storia di un triangolo d'amore tra Devi, Machu e Devanna. Devi somiglia un po' a Scarlett O'Hara - è testarda, egoista e bella, desiderata da tutti, e pensa soltanto a quello che vuole lei. Devanna cresce nella sua casa e l'ama da quando è un bambino ma Devi ama soltanto Machu, un cugino molto più vecchio di Devanna, che è famoso perché aveva ucciso una tigre e che ha giurato di non guardare a nessuna ragazza per 12 anni.

Il libro è scritto in un linguaggio poetico. Per esempio, la scena iniziale degli aironi quando Devi sta per nascere è raccontata così:
Muthuvva non riusciva più a sentire nel vento la voce del cognato che gridava le sue istruzioni ai braccianti assoldati per la semina; le sue parole erano soffocate dal battito regolare delle ali. Gli aironi volteggiarono lenti, sempre più bassi, e alla fine effettuarono un'ultima, decisa virata e atterrarono ai suoi piedi. Circondata da un silenzioso mare bianco, Muthavva continuò a massaggiarsi distrattamente le reni. E a un tratto, senza alcun preavviso, gli aironi si rimisero in volo. Si levarono come a un segnale segreto, tutt'intorno a lei, riversandole adosso una cascata di scintillanti gocce d'acqua cadute dalle punte delle ali e dalle zampe. In quel preciso momento, non un attimo prima né dopo, Muthavva avvertì un fiotto di liquido tiepido sulle cosce. Sua figlia era arrivata.
Il romanzo è ambientato a Coorg, tra la comunità bramina che vive nelle montagne nel sud-ovest del Karnataka, alla fine del '800. Era anche la zona dove si erano stabiliti i coloni inglesi.  Questa società bramina di Coorg è una società feudale patriarcale ed è spiegata realisticamente, mentre gli indigeni Puleya "scuri come il carbone" che vivono a Coorg si intravvedono soltanto tramite il personaggio di Tukra che lavora come domestico nella casa di Devi.

Devi è costretta a sposare Devanna e ma lo odia per averla fatta perdere il suo amore Machu. Devanna consapevole della propria colpa, accetta il suo amore per Machu e accoglie il suo figlio in casa. Vi è una storia parallela dell'amore di Devanna per la botanica e il suo rapporto con il missionario tedesco che vede in lui l'ombra del suo amore perduto in Germania.

Come un altro libro, "La sposa bambina" di Padma Vishwanathan, che avevo letto qualche settimana fa, anche "La collina delle tigri" è una saga, una storia che segue la vita degli suoi protagonisti dalla nascita fino alla vecchiaia. "La sposa bambina" era ambientata nello stato di Tamilnadu, ad est di Coorg, non molto lontano e il mondo dei bramini dei due libri si somigliano.

In qualche modo Devi, la protagonista di "La Collina delle tigri" mi ricordava Thangam, la protagonista di "La sposa bambina". Comunque, a parte una vaga somiglianza per alcuni versi, "La collina delle tigri" è un libro scritto molto meglio, con la costruzione di personaggi più approfondita.

Anche in "La sposa bambina" vi erano molti personaggi ma erano tutti un po' superficiali, e questi personaggi entravano e uscivano dalla storia in continuazione. Invece in "La collina delle tigri" la scrittrice è molto focalizzata per cui i tre personaggi principali, Devi, Devanna e Machu, e alcuni famigliari di Devi sono delineati bene e il romanzo non perde tempo con gli altri personaggi meno importanti.

L'ultima parte del libro del rapporto tra Nanju, il figlio di Devi e Devanna, odiato dalla madre perché le ricorda il suo matrimonio, e Appu, il figlio di Machu, mi ricordavano i due protagonisti maschili del film "Main tulsi tere aangan ki" (Sono la pianta del tuo cortile) di Bollywood, dove una donna decide di crescere il figlio del amante di suo marito in casa sua.

"La collina delle tigri" è un libro piacevole e poetico, anche se è un po' troppo tragico-melodrammatico, un po' come le telenovelle indiane.

7 commenti:

  1. E' nella mia libreria da qualche mese...aspetta di essere aperto e vissuto. Quando smetterò con tutta questa saggistica ripasserò ai romanzi. Per il momento sorvolo sulla tua recensione perchè voglio gustarmelo in maniera neutra. Questo libro mi ha attirata perchè nella presentazione ho ritrovato una parte della mia vita. Ti saprò dire più avanti se le nostre prospettive di analisi coincidono

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  2. Sonia posso capire il tuo desiderio di leggerlo in maniera neutra! Comunque sarò curioso di sapere cosa ne pensi di questo libro :)

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  3. L'ho messo in cima alla pila di libri che soggiorna sul mio comodino....Se non esce il nuovo di Gosh questa settimana...il prossimo è questo :)

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  4. Sunil, grazie della segnalazione, davvero interessante!
    @Sonia: in che senso "hai ritrovato una parte della tua vita”? Mi hai incuriosito... :-)
    Teniamoci in contatto, ciao
    Marco/MilleOrienti

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  5. Sunil: Iniziato...Gosh tarda ad arrivare...così ho cominciato questo

    Marco: lunga storia. Un amore....lontano....dall'altra parte del mondo.....e l'incontro con uno swami a Varanasi che mi ha parlato di una vita passata.

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  6. Finito. Non ti nascondo che a volte ho pianto. Forse per questo mio maledetto essere donna.
    Ho pensato a tre piani diversi: quello femminile, di una donna forte che sa amare.
    Protagonista non è forse Devi ma la forza di sapere e continuare ad amare: come amante, madre, figlia. Mare significa sopportare, sperare, perdonare. Ho provato pietà per Devanna e Naju, l'uno lo specchio dell'altro.Rabbia contro Appu. Trasporto e fascino verso Machu.Simpatia per Tukra.
    Ma è anche un romanzo sulla terra, sull'attaccamento alle proprie origini, sulla forza di volontà e la perseveranza verso il riscatto.
    Scritto molto bene, sopratutto per quello che riguarda i sentimenti, il formarsi di emozioni forti: mi viene in mente l'esperienza di Devanna
    al collage o quella di Machu in guerra. Poetico e coinvolgente. A volte eccessivamente crudo. Ma è proprio quella crudezza a trasportare il lettore. Forse ero troppo coinvolta. Immaginavo che potesse accadere. Ci sono sentimenti che, nel tempo e nello spazio, non muoiono mai. Machu, prima di morire, non può che pensare di appartenere a Devi per sempre. Il suo è realmente un "ritorno a casa".
    Cercherò il film di cui parli. Spero che ci sia anche in inglese o con i sottotitoli in hindi. Senza sottotitoli ho ancora tante difficoltà! :) troppo veloci

    सोनिया

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  7. Sonia sono contento che il libro ti è piaciuto così tanto. Dopo qualche settimana e diversi altri libri, ora quando ci ripenso a questo libro, ricordo sopratutto il suo linguaggio poetico.

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Grazie per aver visitato Awaragi e per il tuo commento.

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