domenica 7 agosto 2005

Paheli - Il Rompicapo

E' un po' che non vedevo un film indiano così piacevole. Si tratta di Paheli (Il Rompicapo). Il film è la storia di Lacchi, una neo sposa e di un fantasma che si innamora di lei. Il film è basato su un racconto folk tadizionale ed è ambientato in Rajasthan, con i suoi bellissimi colori contro il giallo oro del deserto.

La neo sposa è rimasta da sola perché il suo marito, figlio obiediente di una famiglia di commercianti, è partito per guadagnare soldi e tornerà soltanto dopo 5 anni. Nel frattempo, il fantasma prende la forma del suo marito e viene a vivere con lei. Quando il figlio torna a casa, i suoi genitori devono capire chi è il loro figlio vero e la sposa deve fare la sua scelta.

Il film sembra una fiaba molto gradevole e ha un finale a sorpresa secondo la tradizione dei film romantici. Tuttavia, nonostante il romanticismo circondata dall'usuale maniera espressiva del cinema indiano, fatta di canzoni e danze, il film riesce a sollevare alcune questioni fondamentali sulla condizione della donna nella società tradizionale in India. Quando il fantasma racconta la verità sulla propria identità a Lacchi e chiede a lei di scegliere se restare con lui o di aspettare il ritorno del suo marito, Lacchi rimane sconcertata, dice, "Nessuno mi aveva mai chiesto prima cosa voglio io."

La canzone, "Dheere Jalna" (Brucia lentamente, lasciati bruciare nella fiamma della vita...), è molto bella e esprime il sentimento del film. Un film da non perdere.

Ieri sono stato al mercato che si tiene in Piazza 8 agosto a Bologna ogni sabato. Erano un po' di anni che non andavo li. Sono rimasto sorpreso. Almeno metà, se non di più, dei negozi sono gestiti dagli emigrati - pakistani, bangladeshi, indiani, africani. A tratti si sentono musiche provenienti da altri paesi e non sembra di essere in Italia.

In mezzo alle bancarelle, c'era un cartello - "Non togliete il pane dei figli dei nostri lavoratori. Comprate prodotti italiani." Ma davanti allo tsunami di questa nuova ondata della globalizzazione, niente sembra resistere. Vestitini per bambini 2 Euro, maglioni 3 Euro, giocattoli 2 Euro ... i prezzi sembrano irrestibili, e nessuno sembra badare al cartello.

2 commenti:

  1. Ho visto ieri questo film e mi è piaciuto davvero tantissimo!
    grazie per avermelo fatto conoscere!
    ne ho scritto sul mio blog, nominando anche il tuo blog:
    http://pulkumari.wordpress.com/

    Elisa

    RispondiElimina
  2. adoro questo film dall'inizio alla fine!

    RispondiElimina

Grazie per aver visitato Awaragi e per il tuo commento.

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