lunedì 22 marzo 2010

Un nuovo racconto

Il mio nuovo racconto, “Mammolo e la Regina dei Cuori Sanguinanti” scritto durante il corso di scrittura creativa che avevo frequentato recentemente, è disponibile sul sito web dell’Associazione Eks&Tra.

Il racconto ha due protagonisti principali, entrambi ultra sessantenni, Puran un cuoco di origine indiana e Fernanda una ex-impiegata di una libreria. E’ da tempo che Puran e Fernanda mi giravano nella testa come parte di una storia complicata di ricordi, dolori e segreti, che un giorno spero di scrivere (tutti i libri che vorrei scrivere, hanno queste caratteristiche – storie complicate segnate da tragedie, ricordi, dolori e segreti).

In questo senso, avevo in mente già due “persone” con i loro modi particolari e specifici di essere persone. Mi succede spesso che nella mia testa i personaggi dei libri e dei racconti che vorrei scrivere diventano come persone vere, con le quali continuo a parlare nella mia testa, a scoprire nuove storie e fatti della loro vita. Delle volte, anche quando ho finito di scrivere, a distanza di mesi quei personaggi continuano a tornarci nella mia testa a parlarmi, sono come amici o parenti.

Al corso di scrittura creativa, si parlava spesso di emigrati, ma quasi sempre collegato a parole con connotazioni negative come problemi, dolori, ferite, offese, povertà, esclusione, ecc. Per questo motivo, quando ho iniziato a pensare al racconto che avrei voluto scrivere, ho deciso che vorrei un racconto ottimista, una storia di speranza e d’amore. Poi ho pensato a Puran e Fernanda, e ho deciso di prendere in prestito i due personaggi, cambiarli un po’ e creare una nuova storia per loro. Penso che gli esercizi di immaginazione che avevamo seguito durante il corso mi hanno spinto verso questo tipo di sperimentazione.

All'inizio non era facile. Il racconto che volevo scrivere non era adatto alle personalità di Puran e Fernanda, i quali, nella mia fantasia, erano delle persone completamente diverse che non si comportavano come voleva il racconto. Così mentre scrivevo, non mi sentivo giusto verso loro, mi sembrava di manipolarli. Questa sensazione di disagio era particolarmente forte durante la prima scrittura. Ora che il racconto è fatto (è stato riscritto 4 volte, e la versione finale è risultato anche di diversi suggerimenti di Daniele Barbieri) penso che questi Puran e Fernanda, sono due persone molto diverse da quelli altri Puran e Fernanda che avevo in testa all’inizio.

Non so se tutta questa riflessione vi è comprensibile. Forse non è ne anche importante? Invece, se leggerete il mio racconto, mi piacerebbe sentire i vostri commenti.

4 commenti:

  1. Deve ascoltare la musica che si sente dentro...e tu dovresti continuare a scrivere.
    Caro Sunil, mi permetto di dirti, non solo come lettrice imprevista del tuo racconto, con una competenza narratologica professionale, che il tuo lavoro è molto bello.
    Mi ha trasmesso molta dolcezza, anche se velata da un pò di nostalgia.
    Non so che tipo di corso hai seguito ma la strutturazione temporale è interessante: alterni e ponderi flash back e riflessioni personali del personaggio in un intreccio facilmente evidenziabile.
    Tralasciando qualche ovvia e poco evidente imperfezione della lingua, hai fatto un bellissimo lavoro.
    Qualche mese fa ti chiedevi se scrivere in Hindi o in italiano. Bhè, credo che tu abbia scelto..e il risultato è stato positivo. Spero di poter leggere presto altri tuoi lavori

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  2. Grazie Sonia per questo messaggio che mi ha riscaldato il cuore!!

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  3. La primavera può arrivare anche in autunno? Sì, può arrivare!
    Così come il tuo racconto può arrivare al cuore, così, come se niente fosse, in questa serata in cui la primavera non sa se uscire di casa oppure no.
    Esci, Sunil, e continua a scrivere!

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  4. il racconto è piaciuto molto anche a me, mi sembra anche qualcosa che si possa sviluppare in una narrazione più articolata. Secondo me scrivi molto bene anche in hindi, quindi usa la lingua che ti ispira quella data storia...

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Grazie per aver visitato Awaragi e per il tuo commento.

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