venerdì 17 dicembre 2010

Natale e le altre religioni

Ieri c'era una notizia in La Repubblica, che parlava della scelta di una scuola italiana di non organizzare la consueta festa di natale per "rispetto verso i bambini delle altre religioni" presenti nella classe:
All’asilo ci sono tanti figli di genitori non cristiani e per questo le maestre decidono di non fare la tradizionale festa di Natale aperta alle famiglie. Ai bambini, per di più, non saranno insegnate canzoni su Gesù e Betlemme, ma solo quelle che parlano di renne e di Babbo Natale. La decisione del collegio dei docenti della scuola materna comunale di via Forze Armate 59 però non piace a tutti. A quei genitori che si lamentano, sostenendo che «la festa di Natale non fa male a nessuno», la direzione risponde con una lettera: la tradizionale “canzoncina per le mamme” non si farà, «data la presenza di un’alta percentuale di bambini appartenenti ad altre culture e religioni — si legge — e di stranieri appena ammessi alla frequenza, che non parlano neppure italiano».
Non è la prima volta che si sentono questo tipo di discussioni. L'anno scorso, anche a Londra parlavano di non avere i tradizionali addobbi e luci di natale per "non urtare" la sensibilità delle persone di altre religioni.

So che alcune persone di altre religioni approvano di queste scelte perché per loro non è accettabile che i loro figli imparano cose relative al cattolicesimo. Personalmente ho molti dubbi su questo tipo di ragionamenti. Penso che conoscere un'altra religione, o meglio ancora, conoscere altre religioni, non è soltanto bello, ma è fondamentale per le società multiculturali e multireligiose. Per i bambini festeggiare le feste religiose insieme è il modo più bello per rispettare e valorizzare le nostre diversità.

Secondo me, per rispettare i bambini delle altre religioni e culture presenti nelle classi, è importante celebrare non soltanto natale, ma anche le feste degli altri. L'Idd dei musulmani, Gurupurab dei sikh, Deewali e Holi degli indù, sono opportunità per i bambini di conoscere le altre religioni attraverso la gioia delle feste. Le società multiculturali e multireligiose, hanno bisogno di conoscenze reciproche e non di "ignoranze rispettose" che creano i ghetti.

La soluzione non è di non avere gli addobbi e le luci di natale sulle strade. La soluzione è permettere che le diverse comunità religiose presenti nelle nostre città, hanno la possibilità di praticare le proprie religioni e di festeggiare le proprie ricorrenze religiose, in maniera rispettosa dei valori civili dei paesi dove hanno scelto di vivere, senza suscitare paure e reazioni.

Avere una festa in più, non fa male a nessuno. Fanno male i muri e le diffidenze che stanno nascosti nei cuori.

4 commenti:

  1. Sono d'accordo, secondo me "togliere" una festa serve solo ad aumentare i malumori, "aggiungere" le feste delle altre religioni invece significherebbe conoscersi meglio e in più in un clima favorevole perchè "festoso", appunto.

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  2. Carissimo,
    quello che scrivi è verissimo. Tra le altre cose volevo sottolineare che spesso, in altre parti del mondo non cristiane, il Natale è festeggiato comunque.
    Insegno agli stranieri e so bene di cosa parli. Quest'anno, con un ragazzo afgano abbiamo fatto un interessante scambio culturale. E' molto bello costruire insieme qualcosa, scambiarsi punti di vista. Qualche giorno fa mi ha detto "Ma lo sa che mi sto facendo un'idea completamente diversa della religione cattolica da quando seguo le sue lezioni"! (...e io non insegno religione...anzi!). Avendo studenti hindu, musulmani e ortodossi, ogni occasione è buona per proporre un'interessante analisi. Forse con gli adulti è più facile, ma è anche vero che esistono milioni di modi per coinvolgere i bambini. Festeggiare il Natale con i bambini stranieri significa condividere qualcosa con loro, farli sentire partecipi di una comunità, farli sentire integrati. Quando sono in India o in Nepal e c'è una ricorrenza hindu o tibetana nessuno si fa mai tanti problemi per farmi partecipare. Se visito un tempio mi sento onorata e ho molto rispetto. La gioia più grande è quella di ricevere un sorriso da chi mi accoglie, non una porta in faccia!

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  3. Grazie Lucia e sopratutto grazie Sonia per quella bella testimonianza!

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