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Visualizzazione dei post da Luglio, 2009

Le canzoni della pace

Tutto è partito da una canzone che non avevo sentita da più di 10 anni. Ero sulla bici e mi ha emozionato. Quasi, non me la ricordavo più. Poi, quando l’ho sentita, ho iniziato a pensare alle altre canzoni che parlano della pace. "Pace" nel senso più ampio della parola, canzoni contro la violenza, canzoni che parlano di fratellanza e di rispetto della natura. Ho pensato che mi piacerebbe raccogliere una lista delle canzoni più belle sul tema della pace in diverse lingue del mondo. Per cui se conoscete una canzone, o una poesia, che parla della pace e della fratellanza, e che ha toccato il profondo del vostro cuore, non importa in quale lingua del mondo, fatemi sapere. Per iniziare presento le cinque canzoni della pace che mi piacciono di più: (1) La mia prima canzone preferita che parla della pace è “ Imagine ” di John Lennon . Potete pensare che sia una scelta scontata, ma non importa quante volte l’ho già sentita, ha le parole così semplici e allo momento

Vogliamo essere amici

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Sembra che il prossimo sabato, 1 agosto, sia il giorno del ultimo appuntamento con il ciclo Amori Con.. Turbanti 2009. Ieri sera, non ho guardato “La Verità negli occhi” (titolo originale, “Laaga chunari mein daag”, Yashraj films, India 2007) nonostante la bella Rani Mukherjee. Per molto tempo avevo un’immagine di questo film come lo sfondo per il computer e il 2007. Era uno dei film più attesi di quel anno. Ma ieri sera non avevo voglia di riguardare questo film, avevo già fatto a guardarla la prima volta. Il 2005 era stato l’anno di Rani Mukherjee, quando l’attrice era apparsa in 3 dei film più importanti, apprezzati dal pubblico e dalla critica – (1) Black, la storia di una ragazza cieca e sorda e del suo insegnante affetto da alzheimer, in parte ispirata dalla storia di Helen Keller; (2) Banti aur Babli, la storia di due ladruncoli simpatici; e, (3) Paheli (Il rompicapo), la storia di un fantasma che si innamora di una sposa. La parola “Rani” significa regina,

Per gli ammiratori di Shahid Kapoor

"Ishq Vishk" ("Amore Sciamore" 2003, è un modo indiano di allegare una seconda parola senza senso che rima con la parola per darla più enfasi) era il primo film di Shahid Kapoor come attore, ed ha ottenuto un discreto successo commerciale. Il film presentava le avventure sentimentale di un ragazzo universitario.  Shahid è un bravo danzatore, per diversi anni ha frequentato una scuola di danza e prima di fare attore, ha ballato in alcuni film. Secondo me, essere un danzatore troppo bravo è un problema perché in quasi ogni film, lui ha più o meno la stessa danza! Dopo il primo film, per qualche anno, i film di Shahid non hanno trovato grandi consensi. Tra questi vi erano 3 film con Kareena Kapoor - China Town, Fida (Innamorato pazzo) e Chup chup ke (Di nascosto). Quest ultimo film Chup Chup ke (2006), con Kareena Kapoor nei panni di una ragazza muta, ha avuto un discreto successo. All'ultima settimana del 2006 è uscito Vivah (Il matrimonio), la stori

Per gli ammiratori di Kareena Kapoor

Un amico che guardato ieri sera "L'amore arriva con treno" è rimasto folgorato da Kareena Kapoor e voleva sapere quali altri film aveva fatto Kareena. Il primo film di Kareena era "Refugee" (Rifugiato) uscito nel 2000, dove era una ragazza del Bangladesh che vive nel Pakistan, vicino alla frontiera con l'India che si innamora di un ragazzo che fa corriere dei clandestini, aiutandoli ad attraversare le frontiere tra i due paesi nel deserto.  "Kabhi Khushi kabhi gham" (Qualche volta gioia, qualche volta tristezza), il film di Karan Johar uscito alla fine del 2001 era il primo grande successo commerciale di Kareena, ma il film aveva molti attori famosi. In questo film, pieno di attori più importanti di Bollywood, da Shahrukh Khan, Amitabh Bacchan e Hrithik Roshan a Kajol e Jaya Bhaduri, Kareena faceva la parte di una ragazza moderna cresciuta a Londra. Il film raccontava la storia di un ragazzo ricco che si innamora di una plebea, ed è costr

Amori senza turbanti

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“L’amore arriva in treno” era un massacro di “Jab we met”, con dei tagli selvaggi e incredibili. Forse sono partiti con l’idea di un tempo massimo di 90-95 minuti e hanno tagliato per stare dentro quel tempo massimo. La durata del film originale è di 138 minuti per cui, alla fine hanno tagliato circa 45 minuti del film. I tagli non erano soltanto delle canzoni e delle danze, intere scene mancavano, sopratutto nella parte iniziale quando i due protagonisti principali perdono il treno. Il taglio più crudele e incomprensibile è della scena finale, quando i due protagonisti, oramai già sposati, tornano a trovare il vecchio nonno, accompagnati dalle due figlie gemelle. Ma i film non sono arte? Chi ha dato questo diritto alla Rai Uno di tagliare, massacrare e censurare questi film? *** Non so chi è responsabile di scegliere i film, ma forse è qualcuno che non conosce bene il mondo di Bollywood e magari si è lasciato influenzare dagli amici? Altrimenti, non si

Musica e canzoni nei film di Bollywood

Musica e canzoni, qualche volta accompagnate da danze sono una parte integrante dei film di Bollywood, che servono a esprimere, sottolineare o esaltare un’emozione. Spesso le canzoni sono cantate da cantanti professionisti e non dagli attori, e per questo motivo le cantanti si chiamano “play back” (ciò è, “cantano di dietro”), e forse il termine viene dai tempi, quando i cantanti veri si sedevano dietro gli schermi e cantavano. Tra le cantanti femmine, fino a 10-15 anni fa, la cantante più importante era Lata Mangeshkar. Oggi ottantenne, canta raramente ed è conosciuta sopratutto per le canzoni radicate nella tradizione indiana. Anche sua sorella di qualche anno più giovane, Asha Mangeshkar Bhosle, è stata una cantante famosa, sopratutto per le canzoni pop, influenzate dalla musica inglese, oggi si sente meno. Tra i cantanti maschi, i nomi più famosi erano quelli di Kishore Kumar e Mohammed Rafi. In quelli anni, tra 1960 e il 1990, questi 4 cantanti cantavano circa il 90% di tutte

L’amore arriva con il treno

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Il prossimo film del ciclo Amori Con-Turbanti programmato per il 18 luglio è “L’amore arriva con il treno” (India, titolo originale “Jab we met” che significa “quando ci siamo incontrati”, regista Imtiaz Ali, 2007). (Nella foto, un momento durante le riprese del film) Il film è tra i più grandi successi commerciali di Bollywood in India degli ultimi anni, che ha reso Kareena Kapoor , la protagonista femminile principale del film, tra le attrici più pagate di Bollywood. Trama : Giovane e senza esperienza, Aditya Kashyap ( Shahid Kapur ) diventa il titolare di un grande business a Bombay dopo il suicidio del padre, mentre sua madre si è messa con il miglior amico di suo papà. Al lavoro sembra che niente va per il verso giusto e gli investitori ed i dipendenti non hanno fiducia in lui. Le azioni del suo business valgono poco. La sua ragazza decide di lasciarlo. Sfiduciato e depresso, con una vaga idea di suicidarsi, Aditya sale su un treno e incontra Geet D

Amori Con Turbanti 2009 (2)

Alla fine è iniziato il ciclo di film indiani su Rai 1, Amori con-turbanti. Il film di ieri sera era “Sposerò mia moglie” (Namastey London). Il film originale durava 2 ore e 17 minuti mentre il film presentato alla TV è durato 1 ora e 49 minuti, percui circa il 30 minuti del film erano stati tagliati – sopratutto le danze e le canzoni, ed è un peccato. Per quanto riguarda il doppiaggio, mi è sembrato molto meglio da quello eseguito nel 2008, tranne che per Akshay Kumar, che non è stato doppiato bene. Alcune frasi brevi e una parte dei dialoghi erano stati lasciati in Hindi o in Pangiabi (Punjabi), ma i doppiatori che li recitavano non avevano idea di come pronunciarli, per cui erano quasi incomprensibili. Non so dove viene eseguito il doppiaggio, ma diverse città italiane, tra le quali Torino, Milano, Venezia, Bologna, Roma, ecc. hanno corsi universitari di lingua Hindi e forse possono coinvolgere loro per avere un aiuto sulla pronuncia (o magari coninvolgere qualcuno della comuni

Il G8 e Berlusconi nella stampa inglese

Forse Berlusconi non ha mai avuto degli ammiratori nella stampa inglese. Anzi, la maggior parte degli articoli sul tema che ho letto nei giornali inglesi anche negli anni passati, erano sempre critici verso la sua figura. Non sono mai stato un ammiratore di Berlusconi, ma comunque, la ferocia degli attacchi contro di lui in questi giorni, mi ha sorpreso un po’. La critica di Berlusconi nella stampa inglese contiene una critica sottointesa di tutti gli italiani per dire come “che tipo di persone sono questi italiani che nonostante tutti gli scandali scelgono un tipo come Berlusconi?” Qualche volta, anch’io mi chiedo la stessa cosa, ma penso che l’attuale critica è diventata un po’ isterica e ipocrita. L’ultimo numero di Internazionale (n. 803) riporta un editoriale di The Guardian, dove è scritto: “La cosa più difficile da capire è se l’Italia, dopo un decennio di difficoltà economiche, abbia oggi i requisiti per sedere a un qualsiasi tavolo internazionale. Nel suo indice di li

“Potere morbido”: La telenovela Indo-Brasiliana “Caminho das Indias”

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E’ da un po’ che ho sentito parlare di questa nuova telenovela brasiliana “ Caminho das India ” (Cammino dell’India) sul canale Globo che è tra i programmi più popolari in Brasile. Gli amici brasiliani all’improvviso si dimostravano molto consapevoli delle questioni più svariate legate all’India - dalla moda indiana alle caste, e poi usavano qualche frase in Hindi come “Theek hai” (va bene). Un amico indiano che era andato in Brasile ha raccontato che un benzinaio, quando ha saputo che era indiano, gli ha chiesto se era un bramino o era un dalit! Poi mi hanno raccontato di un nuovo locale di Salvador, tutto ambientato sul tema India. Così ho guardato qualche episodio della telenovela sul Youtube. La storia riguarda un ragazzo dalit (ragazzo delle cosidette “caste basse”), che si chiama Bahuan, fa l’ingeniere informatico ed è innamorato di una ragazza Maya che appartiene ad una famiglia di alta casta, e la storia passa da Jaipur a Dubai fino al Brasile. Tutti gli attori s

Estate 2009: Bollywood torna su Rai 1

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Dopo la felice esperienza del 2008, anche quest anno, torna il ciclo dei film di Bollywood “Amori Con Turbanti” su Rai 1 da sabato 11 luglio 2009. Il primo film del ciclo è “Sposerò mia moglie”. Cercare di indovinare il titolo originale di un film dal titolo italiano non è facile, comunque dopo un po’ indagini ho scoperto che si tratta di “Namastey London” del regista Vipul Shah, uscito nel 2007. Il film è la storia di Jasmeet, una ragazza di origine indiana (Katrina Kaif) cresciuta in Gran Bretagna, che preferisce chiamarsi Jazz ed è innamorata di un ragazzo inglese, Charley Brown. Il suo padre Manmohan Singh (Rishi Kapoor) non vuole che lei si sposi con un ragazzo inglese ma fa finta di accettare l’idea di questo matrimonio, e poi con un inganno porta la figlia in India e la fa sposare con Arjun Singh, un ragazzo indiano (Akshay Kumar), figlio di suo amico. Jazz e Arjun arrivano in Gran Bretagna e Jazz chiarisce a Arjun che per lei questo matrimonio è solo una

I due fratelli - Gil Rossellini e Raja Dasgupta

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Alcune persone nascono nel segno del destino, che le prende e poi disegna per loro delle vite improbabili che sembrano inventate dalla fantasia di qualche scrittore. Anche la storia dei fratelli Raja e Gil sembra scritta da uno scrittore. Circa 9 mesi fa, il 3 ottobre 2008, Gil è morto a Roma. Non aveva ancora compiuto 52 anni. Con la notizia della sua morte, i giornali italiani hanno parlato di lui come il “ figlio adottivo di Roberto Rossellini, che fu compagno della donna indiana Sonali Dasgupta ”. Insieme, vi erano poche righe sulla sua malattia a causa della rara patologia che l’aveva costretto su una sedia a rotelle negli ultimi anni e sull’ultimo episodio del suo documentario riguardo alla sua malattia, “Kill Gil volume 2 e ½”. Non ho mai avuto l’occasione di conoscere Gil Rossellini, ma conosco suo fratello maggiore, Raja Dasgupta, che fa il regista e vive a Calcutta in India con sua moglie, l’attrice Chaitali e con suo figlio e giovane regista, Birsa Dasgupta. Inizio de