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Il conto alla rovescia

Ho girato la clessidra e guardo la sabbia che va giù. Il conto alla rovescia è iniziato.

Mi sveglio di notte e mi sembra di sentire il rumore della sabbia che cade giù nella clessidra. E mi perdo nelle fantasie.

Mi vedo con la barba lunga e con un vestito arancione di quelli che hanno rinunciato il mondo, mentre girovago da un villaggio all'altro. ... Mi vedo sui sentieri di montagna accompagnato da una persona che è venuta a chiamarmi perché qualcuno non sta bene a sua casa. ... Mi vedo sotto un albero con un gruppo di donne sedute per terra mentre spiego qualcosa sul corpo umano e disegno su una lavagna consumata. ...

"E' un bel ospedale in una zona tribale", mi ha scritto il figlio di una cugina, "e sono persone meravigliose. Ti troverai sicuramente bene con loro, zio!"

"Grazie caro!" Gli ho risposto, "Ho preso nota del loro ospedale. Sicuramente andrò a visitarli, te lo prometto."

Posso soltanto promettere che andrò a visitare tutte le persone e i loro progetti se mi ispireranno, ma non posso garantire che lavorerò con loro. Questa ultima fase della mia vita è per fare soltanto ciò che il mio cuore mi dirà.

Dopo 30 anni in Italia, fra 4 mesi tornerò in India. E non ho ancora deciso dove andrò e che cosa farò. So solo che passerò qualche settimana con Brigitta, nel suo ospedale a Lucknow, per rifamiliarizzarmi con il lavoro da medico nel contesto indiano. Poi visiterò alcune persone e alcuni progetti. Se non troverò niente che mi ispirerà, viaggerò finché troverò quello giusto.

"Dopo tutti questi anni, cambiare non sarà facile", mi ha detto mia sorella.

Lo so già. Ho visto i missionari tornare in Italia dopo 40 anni in una giungla e la loro fatica a reinserirsi qui. Ho visto i volontari che hanno passato la vita lavorando nei progetti che poi fanno tanta fatica a  tornare alla vita normale in Italia. Sarà così anche per me, ma questo non mi spaventa.

"Cosa ti piacerebbe fare?" Mi ha chiesto mia sorella.

Non è facile rispondere a questa domanda. Sicuramente vorrei fare il medico in una zona dove c'è bisogno. Penso che mi piacerebbe lavorare con i malati di lebbra e con le persone disabili. Vorrei occuparmi della ricerca comunitaria. Ma non voglio rinchiudermi nella sicurezza di quello che già conosco. Per cui resisto a tutti quelli che mi dicono quello che dovrei fare.

Questo blog sarà il mio diario. Ho promesso ad alcuni amici che scriverò regolarmente.

***

Commenti

Unknown ha detto…
Caro Sunil,
Queste tue parole oggi mi riempiono il cuore di luce.
Il tuo cammino sará sicuramente quello giusto. Non sará facile ma sicuramente intenso e meraviglioso.
Spero tu mi permetta, umilmente, ti seguire tramite queste pagine, questo tuo percorso.
Sii luce per il tuo paese, saprá ricompensarti come ben sai
Buon cammino
Sonia
Sunil Deepak ha detto…
Grazie Sonia, sono felice delle tue parole. Avere amici che seguiranno il mio camino sarà bello :)
divadellecurve ha detto…
un grande in bocca al lupo, spero di rivederti in india prima o poi :) Cercherò di seguire il blog per aggiornamenti! Secondo me iniziare con Lucknow è un'ottima scelta, la ricordo tranquilla, pulita rispetto a tante altre città indiane e ci tornerei volentieri, anche per sapere se ha mantenuto queste caratteristiche ;)
Sunil Deepak ha detto…
Grazie Marged :)
Lucknow è anche la città dove ero nato, per cui anch'io l'ho sentito un inizio simbolico :)
Elisa Chiodarelli ha detto…
che bello Sunil!
Essere utili è il più bel regalo che puoi fare a te stesso e agli altri!
Un abbraccio forte,
ti leggerò!
Sunil Deepak ha detto…
Grazie Elisa. Concordo pienamente con te :)
Anonimo ha detto…
Di certo a me mancherai.....In te ho visto un secondo padre che io ho perso 19 anni fa.
Elena ha detto…
Ciao carissimo. Ammiro' molto il tuo corraggio, il tuo carattere e la tua cultura che rispetto molto anche se non la conosco molto bene.
Sono convinta che farai' del tuo meglio per il tuo paese. Un grosso In Bocca Al Lupo. Un abbraccio enorme.
Elena.
Sunil Deepak ha detto…
Una delle più belle cose che ho sentito in vita! Grazie :)
Sunil Deepak ha detto…
Grazie Elena cara. Magari un giorno verrai a trovarmi in India :))))))
Elena ha detto…
Ciao carissimo. Mi piacerebbe molto venire a trovarti in India. Sarebbe bello...
Buona giornata.

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La sposa dell'imperatore

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I due fratelli - Gil Rossellini e Raja Dasgupta

Alcune persone nascono nel segno del destino, che le prende e poi disegna per loro delle vite improbabili che sembrano inventate dalla fantasia di qualche scrittore. Anche la storia dei fratelli Raja e Gil sembra scritta da uno scrittore. Circa 9 mesi fa, il 3 ottobre 2008, Gil è morto a Roma. Non aveva ancora compiuto 52 anni. Con la notizia della sua morte, i giornali italiani hanno parlato di lui come il “ figlio adottivo di Roberto Rossellini, che fu compagno della donna indiana Sonali Dasgupta ”. Insieme, vi erano poche righe sulla sua malattia a causa della rara patologia che l’aveva costretto su una sedia a rotelle negli ultimi anni e sull’ultimo episodio del suo documentario riguardo alla sua malattia, “Kill Gil volume 2 e ½”. Non ho mai avuto l’occasione di conoscere Gil Rossellini, ma conosco suo fratello maggiore, Raja Dasgupta, che fa il regista e vive a Calcutta in India con sua moglie, l’attrice Chaitali e con suo figlio e giovane regista, Birsa Dasgupta. Inizio de

Amori Con Turbanti 2009 (2)

Alla fine è iniziato il ciclo di film indiani su Rai 1, Amori con-turbanti. Il film di ieri sera era “Sposerò mia moglie” (Namastey London). Il film originale durava 2 ore e 17 minuti mentre il film presentato alla TV è durato 1 ora e 49 minuti, percui circa il 30 minuti del film erano stati tagliati – sopratutto le danze e le canzoni, ed è un peccato. Per quanto riguarda il doppiaggio, mi è sembrato molto meglio da quello eseguito nel 2008, tranne che per Akshay Kumar, che non è stato doppiato bene. Alcune frasi brevi e una parte dei dialoghi erano stati lasciati in Hindi o in Pangiabi (Punjabi), ma i doppiatori che li recitavano non avevano idea di come pronunciarli, per cui erano quasi incomprensibili. Non so dove viene eseguito il doppiaggio, ma diverse città italiane, tra le quali Torino, Milano, Venezia, Bologna, Roma, ecc. hanno corsi universitari di lingua Hindi e forse possono coinvolgere loro per avere un aiuto sulla pronuncia (o magari coninvolgere qualcuno della comuni

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